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Il racconto di #AmeèSuccesso2018

2019-10-08T17:00:59+00:00

Oltre ottocento persone hanno affollato il teatro del centro congressi “Ariston” di Capaccio-Paestum per la seconda edizione dell’evento formativo e motivazionale “A me è Successo”, prodotto di punta in tema di competenze trasversali, organizzato da Fmts Group. Una giornata di condivisione di storie di successo, utili a ispirare la motivazione e la leadership dei partecipanti: centinaia di imprenditori e manager che, guidati dal coach Vito Giacalone, hanno ascoltato i segreti delle carriere di successo di colleghi e personaggi famosi.

Ha aperto la giornata Federico Buffa, il più grande story-teller italiano che si è soffermato sulla necessità di ricercare costantemente il cambiamento per migliorare sé stessi. “Non fare le cose che sai fare per troppo tempo, se continui a fare solo le cose che sai fare difficilmente verrai stimolato a fare cose migliori. Bisogna uscire dalla propria comfort zone e imparare periodicamente cose nuove” ha detto alla platea.

L’astronauta Umberto Guidoni ha invece parlato della sua esperienza nello spazio, in una dimensione così diversa da quella terrestre confidando: “A me è successo di sentirmi completamente estraniato dal resto dell’umanità. Dalla stazione spaziale, guardando la Terra, vedi solo i colori della natura ma non vedi le costruzioni dell’uomo. Dall’altro lato c’è lo spazio sconfinato e ti senti davvero fuori dal mondo”.

I valori ed in particolare il merito, sono stati al centro dell’intervento del maestro del calcio Arrigo Sacchi che ha affermato: “Il merito è una parola che abbiamo dimenticato in Italia, non solo nel calcio. Per me una vittoria senza merito non è una vittoria”. Hanno chiuso la mattinata gli imprenditori Riccardo Felicetti, amministratore delegato del Pastificio Felicetti, e Renzo Cotarella, amministratore delegato della Marchesi Antinori Spa di Firenze, differenti storie di successo ma unite dalla medesima lungimiranza e voglia di fare, caratteristiche indispensabili per il raggiungimento dell’affermazione personale e lavorativa. “Per poter fare il salto di qualità ed affrontare il cambio generazionale – hanno raccontato- soprattutto in un’azienda familiare, bisogna trasmettere i valori ai propri dipendenti e farli sentire tutti parte di una squadra. Per farlo ci vuole visione strategica, impegno, lungimiranza, disponibilità e pazienza, affinché le persone siano totalmente integrate e sposino la visione e i valori dell’azienda senza metterli in discussione. Le regole si cambiano i valori no”.

Al termine del lunch break, la ripresa è stata affidata all’imprenditore Paolo Scudieri, alla guida del gruppo Adler-Pelzer e nominato imprenditore dell’anno 2016, che si è raccontato a cuore aperto: “Vi voglio svelare un segreto: dinanzi ai momenti di difficoltà non ci si deve fermare, né tantomeno evitarli, ma vanno cavalcati e compresi in modo da trasformare la negatività in potenziale. La fortuna non esiste, bisogna dare sempre il massimo e mettercela tutta con impegno, anche nei casi di difficoltà la soluzione si trova”.

A seguire, occhi puntati sulla straordinaria Bebe Vio, simbolo della generazione che non s’arrende: “In ogni circostanza della vita, dello sport e del lavoro puoi creare una squadra ma non puoi sempre scegliere i compagni – ha rivelato-. Quando ti ci ritrovi è necessario andare d’accordo con tutti per raggiungere l’obiettivo comune. La mia prima squadra, nonché quella preferita, è la mia famiglia, con loro mi trovo magnificamente e lavoriamo benissimo”.

È stata poi la volta dell’imprenditore Giovanni Ranocchi, fondatore del Gruppo Ranocchi, che alla platea ha raccontato le regole auree imparate dalla sua esperienza: “Da mio padre ho imparato che la parola data è scritta sulla pietra, che una stretta di mano vale più di qualsiasi contratto. Dalla mia esperienza di elettricista ho imparato che il lavoro deve essere fatto bene dalla prima volta. Dalla Olivetti ho imparato che la formazione è alla base di un’organizzazione di successo, senza di essa non si va da nessuna parte. Dalla Berloni ho imparato che non c’è limite alla fatica e ho provato a mettere a frutto tutti questi insegnamenti nella mia azienda”.

Ha chiuso la giornata “Il Signore degli Anelli” Jury Chechi che, invece, si è soffermato sul tema della paura: “Se hai paura fallisci quindi scegli di non aver paura. Devi sforzarti di avere un atteggiamento positivo perché è dalla testa che parte tutto, è la mente che influenza il risultato e bisogna concentrarsi affinché le cose vadano bene. Se hai talento puoi vincere una volta ma solo se lavori sodo puoi vincere più volte e restare ad alti livelli”.